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Progetto Cortili - Asili

Come siamo arrivati al nostro prodotto    

Il titolo assegnato al Liceo delle Scienze Umane ci è sembrato dapprima davvero complesso da affrontare. Dai bambini nei cortili agli asili multietnici, ci sembrava un tema ampio e articolato che non eravamo sicure di saper sviscerare a dovere insieme ai nostri studenti. Poi abbiamo pensato che non ci era richiesta una disamina esaustiva dei cambiamenti intervenuti nel corso degli ultimi anni nella concezione dell’infanzia, del gioco, nella strutturazione degli spazi sociali destinati ai bambini, ma semplicemente di rifletterci sopra insieme agli alunni. Così con la IV A del Liceo Socio-psico-pedagogico abbiamo deciso di addentrarci in queste tematiche, che peraltro gli studenti (o meglio le studentesse e l’unico studente della classe) avrebbero comunque in gran parte dovuto affrontare nel corso di quest’anno scolastico.

Abbiamo dunque individuato alcune aree di riflessione che ci sembravano particolarmente significative. In primo luogo la concezione della famiglia e la sua trasformazione nel corso del ‘900, con tutto ciò che ha significato passare dalla famiglia estesa contadina a quella nucleare e da una coppia dove il marito lavorava e guadagnava per tutti, ad una in cui il più delle volte entrambi i coniugi lavorano, sia in termini di cura dei figli (che non sono più in cortile sotto la sorveglianza materna, ma al nido o alla scuola dell’infanzia, sotto la sorveglianza delle educatrici), che di concezione degli spazi. Poi la questione della costruzione dell’identità nell’infanzia e l’importanza che la socialità riveste in essa. Ci sembrava anche interessante andare ad indagare come questi cambiamenti hanno modificato il modo di giocare. Come giochiamo oggi lo sappiamo, ma come giocavano i bambini nei cortili? Come giocavano i nostri nonni o anche solo i nostri professori? E poi abbiamo ritenuto importante calare questi discorsi nella realtà della città dove i ragazzi vivono o quantomeno studiano. E allora: come si è modificata la città di Magenta nel corso dell’ultimo secolo? Dove si trovavano i cortili che oggi non ci sono più? Infine abbiamo lavorato sulla dimensione della multiculturalità e dell’interculturalità. La nostra è una società ormai multiculturale, che affronta la sfida di diventare interculturale, ovvero la sfida del dialogo, del confronto, della costruzione di una società dove tutti possano esprimere se stessi, i propri valori, nel rispetto di quelli altrui e nel rispetto dei valori fondanti del nostro vivere civile, espressi in primo luogo nella Costituzione. Dall’esito di questa sfida dipende gran parte del nostro futuro. Questa dimensione relativamente nuova per la società italiana, che da società di emigranti è diventata terra di immigrazione e che negli ultimi dieci anni ha visto triplicare la presenza di stranieri sul suo territorio, ci sembra influenzi ognuno degli aspetti già illustrati. La riteniamo però anche una tematica troppo viva e “fresca”, perché noi si possa analizzarla in modo adeguato, con gli strumenti della scuola e della didattica. Allora abbiamo pensato che la cosa migliore fosse intervistare le madri migranti che hanno avuto qui i loro bambini o che li hanno portati nelle scuole italiane in tenera età e le insegnanti che li accolgono. Attraverso il colloquio con loro, le conoscenze acquisite a lezione e le analisi dei dati statistici disponibili, si è provato a trarre qualche piccola conclusione sui temi trattati.

Scelte metodologiche

Proprio in considerazione di questo approccio per tematiche e volto a mostrare gli intrecci tra ambiti diverse, ci è parso che la forma migliore per presentare il nostro elaborato fosse quella dell’Ipertesto, che dà conto di questa complessità anche nella sua struttura, fatto com’è di testi e immagini che rimandano gli uni agli altri tramite parole chiave. I ragazzi hanno lavorato per gruppi, utilizzando una metodologia cooperativa, condividendo dunque la responsabilità del prodotto finale, attraverso la serietà del loro contributo parziale. E questo è il risultato.