JoomlaTemplates.me by WebHostArt
  • Sede - Plesso est
    Sede - Plesso est
  • Sede - Plesso ovest
    Sede - Plesso ovest
  • Sede - Cortile
    Sede - Cortile
  • Sede - Esterno
    Sede - Esterno
  • Sede - Ingresso
    Sede - Ingresso
  • Succursale - Cortile
    Succursale - Cortile

Codice di disciplina - Docenti

DLgs 165/01 come modificato dal DLgs 150/09

Art. 55. Sanzioni disciplinari e responsabilità

1. Le disposizioni del presente articolo e di quelli seguenti, fino all'articolo 55-octies, costitui-
scono norme imperative, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419, secondo comma,
del codice civile, e si applicano ai rapporti di lavoro di cui all'articolo 2, comma 2, alle dipen-
denze delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2.
2. Ferma la disciplina in materia di responsabilità civile, amministrativa, penale e contabile, ai
rapporti di lavoro di cui al comma 1 si applica l'articolo 2106 del codice civile. Salvo quanto
previsto dalle disposizioni del presente Capo, la tipologia delle infrazioni e delle relative sanzio-
ni è definita dai contratti collettivi. La pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione
del codice disciplinare, recante l'indicazione delle predette infrazioni e relative sanzioni, equiva-
le a tutti gli effetti alla sua affissione all'ingresso della sede di lavoro.
3. La contrattazione collettiva non può istituire procedure di impugnazione dei provvedimenti
disciplinari. Resta salva la facoltà di disciplinare mediante i contratti collettivi procedure di con-
ciliazione non obbligatoria, fuori dei casi per i quali è prevista la sanzione disciplinare del licen-
ziamento, da instaurarsi e concludersi entro un termine non superiore a trenta giorni dalla con-
testazione dell'addebito e comunque prima dell'irrogazione della sanzione. La sanzione concor-
demente determinata all'esito di tali procedure non può essere di specie diversa da quella pre-
vista, dalla legge o dal contratto collettivo, per l'infrazione per la quale si procede e non è sog-
getta ad impugnazione. I termini del procedimento disciplinare restano sospesi dalla data di
apertura della procedura conciliativa e riprendono a decorrere nel caso di conclusione con esito
negativo. Il contratto collettivo definisce gli atti della procedura conciliativa che ne determina-
no l'inizio e la conclusione.
4. Fermo quanto previsto nell'articolo 21, per le infrazioni disciplinari ascrivibili al dirigente ai
sensi degli articoli 55-bis, comma 7, e 55-sexies, comma 3, si applicano, ove non diversamen-
te stabilito dal contratto collettivo, le disposizioni di cui al comma 4 del predetto articolo 55-
bis, ma le determinazioni conclusive del procedimento sono adottate dal dirigente generale o
titolare di incarico conferito ai sensi dell'articolo 19, comma 3.

Art. 55-bis. Forme e termini del procedimento disciplinare

1. Per le infrazioni di minore gravità, per le quali è prevista l'irrogazione di sanzioni superiori al
rimprovero verbale ed inferiori alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione
per più di dieci giorni, il procedimento disciplinare, se il responsabile della struttura ha qualifica
dirigenziale, si svolge secondo le disposizioni del comma 2. Quando il responsabile della strut-
tura non ha qualifica dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni più gravi di
quelle indicate nel primo periodo, il procedimento disciplinare si svolge secondo le disposizioni
del comma 4. Alle infrazioni per le quali è previsto il rimprovero verbale si applica la disciplina
stabilita dal contratto collettivo.
2. Il responsabile, con qualifica dirigenziale, della struttura in cui il dipendente lavora, anche in
posizione di comando o di fuori ruolo, quando ha notizia di comportamenti punibili con taluna
delle sanzioni disciplinari di cui al comma 1, primo periodo, senza indugio e comunque non ol-
tre venti giorni contesta per iscritto l'addebito al dipendente medesimo e lo convoca per il con-
traddittorio a sua difesa, con l'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresen-
tante dell'associazione sindacale cui il lavoratore aderisce o conferisce mandato, con un preav-
viso di almeno dieci giorni. Entro il termine fissato, il dipendente convocato, se non intende
presentarsi, può inviare una memoria scritta o, in caso di grave ed oggettivo impedimento,
formulare motivata istanza di rinvio del termine per l'esercizio della sua difesa. Dopo l'esple-
tamento dell'eventuale ulteriore attività istruttoria, il responsabile della struttura conclude il
procedimento, con l'atto di archiviazione o di irrogazione della sanzione, entro sessanta giorni
dalla contestazione dell'addebito. In caso di differimento superiore a dieci giorni del termine a
difesa, per impedimento del dipendente, il termine per la conclusione del procedimento è pro-
rogato in misura corrispondente. Il differimento può essere disposto per una sola volta nel cor-
so del procedimento. La violazione dei termini stabiliti nel presente comma comporta, per
l'amministrazione, la decadenza dall'azione disciplinare ovvero, per il dipendente, dall'esercizio
del diritto di difesa.
3. Il responsabile della struttura, se non ha qualifica dirigenziale ovvero se la sanzione da ap-
plicare è più grave di quelle di cui al comma 1, primo periodo, trasmette gli atti, entro cinque
giorni dalla notizia del fatto, all'ufficio individuato ai sensi del comma 4, dandone contestuale
comunicazione all'interessato.
4. Ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento, individua l'ufficio competente
per i procedimenti disciplinari ai sensi del comma 1, secondo periodo. Il predetto ufficio conte-
sta l'addebito al dipendente, lo convoca per il contraddittorio a sua difesa, istruisce e conclude
il procedimento secondo quanto previsto nel comma 2, ma, se la sanzione da applicare è più
grave di quelle di cui al comma 1, primo periodo, con applicazione di termini pari al doppio di
quelli ivi stabiliti e salva l'eventuale sospensione ai sensi dell'articolo 55-ter. Il termine per la
contestazione dell'addebito decorre dalla data di ricezione degli atti trasmessi ai sensi del
comma 3 ovvero dalla data nella quale l'ufficio ha altrimenti acquisito notizia dell'infrazione,
mentre la decorrenza del termine per la conclusione del procedimento resta comunque fissata
alla data di prima acquisizione della notizia dell'infrazione, anche se avvenuta da parte del re-
sponsabile della struttura in cui il dipendente lavora. La violazione dei termini di cui al presente
comma comporta, per l'amministrazione, la decadenza dall'azione disciplinare ovvero, per il di-
pendente, dall'esercizio del diritto di difesa.
5. Ogni comunicazione al dipendente, nell'ambito del procedimento disciplinare, è effettuata
tramite posta elettronica certificata, nel caso in cui il dipendente dispone di idonea casella di
posta, ovvero tramite consegna a mano. Per le comunicazioni successive alla contestazione
dell'addebito, il dipendente può indicare, altresì, un numero di fax, di cui egli o il suo procura-
tore abbia la disponibilità. In alternativa all'uso della posta elettronica certificata o del fax ed
altresì della consegna a mano, le comunicazioni sono effettuate tramite raccomandata postale
con ricevuta di ritorno. Il dipendente ha diritto di accesso agli atti istruttori del procedimento.
E' esclusa l'applicazione di termini diversi o ulteriori rispetto a quelli stabiliti nel presente arti-
colo.
6. Nel corso dell'istruttoria, il capo della struttura o l'ufficio per i procedimenti disciplinari pos-
sono acquisire da altre amministrazioni pubbliche informazioni o documenti rilevanti per la de-
finizione del procedimento. La predetta attività istruttoria non determina la sospensione del
procedimento, né il differimento dei relativi termini.
7. Il lavoratore dipendente o il dirigente, appartenente alla stessa amministrazione pubblica
dell'incolpato o ad una diversa, che, essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di
informazioni rilevanti per un procedimento disciplinare in corso, rifiuta, senza giustificato moti-
vo, la collaborazione richiesta dall'autorità disciplinare procedente ovvero rende dichiarazioni
false o reticenti, è soggetto all'applicazione, da parte dell'amministrazione di appartenenza,
della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione,
commisurata alla gravità dell'illecito contestato al dipendente, fino ad un massimo di quindici
giorni.
8. In caso di trasferimento del dipendente, a qualunque titolo, in un'altra amministrazione
pubblica, il procedimento disciplinare è avviato o concluso o la sanzione è applicata presso
quest'ultima. In tali casi i termini per la contestazione dell'addebito o per la conclusione del
procedimento, se ancora pendenti, sono interrotti e riprendono a decorrere alla data del trasfe-
rimento.
9. In caso di dimissioni del dipendente, se per l'infrazione commessa è prevista la sanzione del
licenziamento o se comunque è stata disposta la sospensione cautelare dal servizio, il proce-
dimento disciplinare ha egualmente corso secondo le disposizioni del presente articolo e le de-
terminazioni conclusive sono assunte ai fini degli effetti giuridici non preclusi dalla cessazione
del rapporto di lavoro.

Art. 55-ter. Rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale

1. Il procedimento disciplinare, che abbia ad oggetto, in tutto o in parte, fatti in relazione ai
quali procede l'autorità giudiziaria, è proseguito e concluso anche in pendenza del procedimen-
to penale. Per le infrazioni di minore gravità, di cui all'articolo 55-bis, comma 1, primo periodo,
non è ammessa la sospensione del procedimento. Per le infrazioni di maggiore gravità, di cui
all'articolo 55-bis, comma 1, secondo periodo, l'ufficio competente, nei casi di particolare com-
plessità dell'accertamento del fatto addebitato al dipendente e quando all'esito dell'istruttoria
non dispone di elementi sufficienti a motivare l'irrogazione della sanzione, può sospendere il
procedimento disciplinare fino al termine di quello penale, salva la possibilità di adottare la so-
spensione o altri strumenti cautelari nei confronti del dipendente.
2. Se il procedimento disciplinare, non sospeso, si conclude con l'irrogazione di una sanzione e,
successivamente, il procedimento penale viene definito con una sentenza irrevocabile di asso-
luzione che riconosce che il fatto addebitato al dipendente non sussiste o non costituisce illecito
penale o che il dipendente medesimo non lo ha commesso, l'autorità competente, ad istanza di
parte da proporsi entro il termine di decadenza di sei mesi dall'irrevocabilità della pronuncia
penale, riapre il procedimento disciplinare per modificarne o confermarne l'atto conclusivo in
relazione all'esito del giudizio penale.
3. Se il procedimento disciplinare si conclude con l'archiviazione ed il processo penale con una
sentenza irrevocabile di condanna, l'autorità competente riapre il procedimento disciplinare per
adeguare le determinazioni conclusive all'esito del giudizio penale. Il procedimento disciplinare
è riaperto, altresì, se dalla sentenza irrevocabile di condanna risulta che il fatto addebitabile al
dipendente in sede disciplinare comporta la sanzione del licenziamento, mentre ne è stata ap-
plicata una diversa.
4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3 il procedimento disciplinare è, rispettivamente, ripreso o
riaperto entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza all'amministrazione di appar-
tenenza del lavoratore ovvero dalla presentazione dell'istanza di riapertura ed è concluso entro
centottanta giorni dalla ripresa o dalla riapertura. La ripresa o la riapertura avvengono median-
te il rinnovo della contestazione dell'addebito da parte dell'autorità disciplinare competente ed
il procedimento prosegue secondo quanto previsto nell'articolo 55-bis. Ai fini delle determina-
zioni conclusive, l'autorità procedente, nel procedimento disciplinare ripreso o riaperto, applica
le disposizioni dell'articolo 653, commi 1 ed 1-bis, del codice di procedura penale.

Art. 55-quater. Licenziamento disciplinare

1. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e sal-
ve ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo, si applica comunque la sanzione disciplinare
del licenziamento nei seguenti casi:
a) falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamen-
to della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell'assenza dal ser-
vizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia;
b) assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, su-
periore a tre nell'arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi
dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine
fissato dall'amministrazione;
c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di
servizio;
d) falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rap-
porto di lavoro ovvero di progressioni di carriera;
e) reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o
ingiuriose o comunque lesive dell'onore e della dignità personale altrui;
f) condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l'interdizione perpetua dai pub-
blici uffici ovvero l'estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro.

2. Il licenziamento in sede disciplinare è disposto, altresì, nel caso di prestazione lavorativa, ri-
feribile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l'amministrazione di appar-
tenenza formula, ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione
del personale delle amministrazioni pubbliche, una valutazione di insufficiente rendimento e
questo è dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabi-
liti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provve-
dimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui all'articolo
54.
3. Nei casi di cui al comma 1, lettere a), d), e) ed f), il licenziamento è senza preavviso.

Art. 55-quinquies. False attestazioni o certificazioni

1. Fermo quanto previsto dal codice penale, il lavoratore dipendente di una pubblica ammini-
strazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei si-
stemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l'assen-
za dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di
malattia è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro
1.600. La medesima pena si applica al medico e a chiunque altro concorre nella commissione
del delitto.
2. Nei casi di cui al comma 1, il lavoratore, ferme la responsabilità penale e disciplinare e le re-
lative sanzioni, è obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a ti-
tolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione, nonché il danno
all'immagine subiti dall'amministrazione.
3. La sentenza definitiva di condanna o di applicazione della pena per il delitto di cui al comma
1 comporta, per il medico, la sanzione disciplinare della radiazione dall'albo ed altresì, se di-
pendente di una struttura sanitaria pubblica o se convenzionato con il servizio sanitario nazio-
nale, il licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla convenzione. Le medesime sanzioni
disciplinari si applicano se il medico, in relazione all'assenza dal servizio, rilascia certificazioni
che attestano dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati.

Art. 55-sexies. Responsabilità disciplinare per condotte pregiudizievoli per l'ammini-
strazione e limitazione della responsabilità per l'esercizio dell'azione disciplinare

1. La condanna della pubblica amministrazione al risarcimento del danno derivante dalla viola-
zione, da parte del lavoratore dipendente, degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa,
stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e
provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento di cui all'ar-
ticolo 54, comporta l'applicazione nei suoi confronti, ove già non ricorrano i presupposti per
l'applicazione di un'altra sanzione disciplinare, della sospensione dal servizio con privazione
della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi, in proporzione al-
l'entità del risarcimento.
2. Fuori dei casi previsti nel comma 1, il lavoratore, quando cagiona grave danno al normale
funzionamento dell'ufficio di appartenenza, per inefficienza o incompetenza professionale ac-
certate dall'amministrazione ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la
valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche, è collocato in disponibilità, all'esito
del procedimento disciplinare che accerta tale responsabilità, e si applicano nei suoi confronti le
disposizioni di cui all'articolo 33, comma 8, e all'articolo 34, commi 1, 2, 3 e 4. Il provvedimen-
to che definisce il giudizio disciplinare stabilisce le mansioni e la qualifica per le quali può av-
venire l'eventuale ricollocamento. Durante il periodo nel quale è collocato in disponibilità, il la-
voratore non ha diritto di percepire aumenti retributivi sopravvenuti.
3. Il mancato esercizio o la decadenza dell'azione disciplinare, dovuti all'omissione o al ritardo,
senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare o a valutazioni sull'insussi-
stenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in relazione a condotte
aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare, comporta, per i soggetti responsabili aventi
qualifica dirigenziale, l'applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio
con privazione della retribuzione in proporzione alla gravità dell'infrazione non perseguita, fino
ad un massimo di tre mesi in relazione alle infrazioni sanzionabili con il licenziamento, ed altre-
sì la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello spettante
per il doppio del periodo della durata della sospensione. Ai soggetti non aventi qualifica diri-
genziale si applica la predetta sanzione della sospensione dal servizio con privazione della re-
tribuzione, ove non diversamente stabilito dal contratto collettivo.
4. La responsabilità civile eventualmente configurabile a carico del dirigente in relazione a pro-
fili di illiceità nelle determinazioni concernenti lo svolgimento del procedimento disciplinare è
limitata, in conformità ai principi generali, ai casi di dolo o colpa grave.

Art. 55-septies. Controlli sulle assenze

1. Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in
ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclu-
sivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un
medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
2. In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, di-
rettamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, all'Istituto nazionale della pre-
videnza sociale, secondo le modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati me-
dici nel settore privato dalla normativa vigente, e in particolare dal decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri previsto dall'articolo 50, comma 5-bis, del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, introdotto
dall'articolo 1, comma 810, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dal predetto Istituto è
immediatamente inoltrata, con le medesime modalità, all'amministrazione interessata.
3. L'Istituto nazionale della previdenza sociale, gli enti del servizio sanitario nazionale e le altre
amministrazioni interessate svolgono le attività di cui al comma 2 con le risorse finanziarie,
strumentali e umane disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica.
4. L'inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione medica
concernente assenze di lavoratori per malattia di cui al comma 2 costituisce illecito disciplinare
e, in caso di reiterazione, comporta l'applicazione della sanzione del licenziamento ovvero, per
i medici in rapporto convenzionale con le aziende sanitarie locali, della decadenza dalla con-
venzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi.
5. L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipenden-
te anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e orga-
nizzative. Le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate
le visite mediche di controllo, sono stabilite con decreto del Ministro per la pubblica ammini-
strazione e l'innovazione.
6. Il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora nonché il dirigente eventualmente
preposto all'amministrazione generale del personale, secondo le rispettive competenze, curano
l'osservanza delle disposizioni del presente articolo, in particolare al fine di prevenire o contra-
stare, nell'interesse della funzionalità dell'ufficio, le condotte assenteistiche. Si applicano, al ri-
guardo, le disposizioni degli articoli 21 e 55-sexies, comma 3.

Art. 55-octies. Permanente inidoneità psicofisica

1. Nel caso di accertata permanente inidoneità psicofisica al servizio dei dipendenti delle am-
ministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 2, comma 2, l'amministrazione può risolvere il rap-
porto di lavoro. Con regolamento da emanarsi, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b),
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinati, per il personale delle amministrazioni
statali, anche ad ordinamento autonomo, nonché degli enti pubblici non economici:
a) la procedura da adottare per la verifica dell'idoneità al servizio, anche ad iniziativa dell'Am-
ministrazione;
b) la possibilità per l'amministrazione, nei casi di pericolo per l'incolumità del dipendente inte-
ressato nonché per la sicurezza degli altri dipendenti e degli utenti, di adottare provvedimenti
di sospensione cautelare dal servizio, in attesa dell'effettuazione della visita di idoneità, nonché
nel caso di mancata presentazione del dipendente alla visita di idoneità, in assenza di giustifi-
cato motivo;
c) gli effetti sul trattamento giuridico ed economico della sospensione di cui alla lettera b),
nonché il contenuto e gli effetti dei provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in se-
guito all'effettuazione della visita di idoneità;
d) la possibilità, per l'amministrazione, di risolvere il rapporto di lavoro nel caso di reiterato ri-
fiuto, da parte del dipendente, di sottoporsi alla visita di idoneità.

Art. 55-novies. Identificazione del personale a contatto con il pubblico

1. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che svolgono attività a contatto con il pubblico
sono tenuti a rendere conoscibile il proprio nominativo mediante l'uso di cartellini identificativi
o di targhe da apporre presso la postazione di lavoro.
2. Dall'obbligo di cui al comma 1 è escluso il personale individuato da ciascuna amministrazio-
ne sulla base di categorie determinate, in relazione ai compiti ad esse attribuiti, mediante uno
o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la pubblica amministra-
zione e l'innovazione, su proposta del Ministro competente ovvero, in relazione al personale
delle amministrazioni pubbliche non statali, previa intesa in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano o di Confe-
renza Stato - Città ed autonomie locali.

allegato1  allegato2  allegato3